Inquinamento acustico


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Indagine sui napoletani e l’inquinamento acustico

Scopo della ricerca

L’indagine ha due scopi:

1)      conoscere come i napoletani si pongono rispetto all’inquinamento sonoro e, in particolare, verificarne le conoscenze, i comportamenti, l’importanza riconosciuta al problema e la disponibilità ad accettare interventi

2)       conoscere le fonti di inquinamento presenti di giorno e di notte a Napoli e metterli in relazione con i livelli sonori riscontrati

Metodi e materiali

Sono state effettuare 8 interviste in 60 punti di rilevazione fonometrica scelti a caso tra i 400 punti nei quali veniva impiantato per sette giorni un fonometro. Le persone intervistate dovevano essere maggiorenni e scelte a caso tra quelle abitanti nella zona indagata dal fonometro, le interviste erano effettuate tra le 10 e le 12,30 e tra le 16 e le 19,30, le interviste sono state effettuate nei mesi di giugno, luglio, settembre e ottobre dell’anno 2000. 

Gli intervistatori erano 3 persone del comparto dell’ASL Napoli 1, scelte per le loro attitudini. e opportunamente formate.

Il questionario  prima dell’indagine è stato testato su 30 persone

Risultati dell’indagine

Caratteristiche della popolazione intervistata.

La popolazione intervistata presenta una prevalenza di donne (56,9%), probabilmente dovuta al fatto che queste sono più frequentemente in casa rispetto agli uomini.

Difendersi da soli dal rumore

Il 56,5 % del nostro campione ha doppi infissi o doppi vetri alle finestre e il 26% dorme con gli infissi chiusi d’estate

I problemi ambientali più importanti di Napoli

Gli intervistati dovevano indicare quali erano i problemi più importanti di Napoli, mettendo in ordine, dal più importante al meno importante, 7 problemi. l’inquinamento atmosferico è il problema ritenuto più importante, seguito dall’inquinamento acustico, i rifiuti, le aree verdi, i servizi sociali, i trasporti e l’acqua potabile. Il 16,5% del campione ritiene il rumore in città il principale problema, il 40% il secondo problema per gravità e solo il 2,3% lo colloca all’ultimo posto.

L’apprezzamento del silenzio

Il 92,6% degli intervistati ritiene il silenzio desiderabile e gradevole, il 3,7% indesiderabile e il 2,3% sgradevole.

La conoscenza della gravità del problema

L’11% degli intervistati ritiene (erroneamente) che vivere in un ambiente rumoroso non può determinare danni alla salute e che il rumore presente nella nostra città è una condizione fastidiosa, ma che non causa danni alla salute. Un ulteriore 6,7% ritiene (erroneamente) che il rumore presente a Napoli raramente causa danni alla salute. Complessivamente si può affermare che circa il 19% dei napoletani sottostima la gravità del problema.

La disponibilità ad accettare interventi contro l’inquinamento sonoro

Il divieto di circolazione per auto e motorini è desiderabile per il 78% degli intervistati, indesiderabile per l’11,9% degli intervistati, mentre il 9,6 % lo ritiene né desiderabile né indesiderabile. Risultati analoghi si hanno alla domanda sull’utilità/inutilità del divieto di circolazione. Il divieto di circolazione è ritenuto desiderabile dal 70% di chi guida abitualmente e dall’88% dei non guidatori abituali.

Il 59% della popolazione è favorevole a vietare più spesso la circolazione a tutti i veicoli, mentre il 18,5% si esprime contro tale proposta.

Il 78,2% è favorevole a revisionare ogni anno i veicoli, mentre il 12,7 % è contrario.

Il 91,9% è d’accordo a multare i veicoli rumorosi.

L’87,1% è d’accordo a multare chi usa il clacson.

Il 92,5% è d’accordo a promuovere campagne informative.

Esigua è la percentuale di persone contrarie a questi provvedimenti.

Il favore ai vari provvedimenti nei guidatori abituali è inferiore a quello dei non guidatori abituali, ma si mantiene sempre molto alto, con un range che va dal 53,9% d’accordo a “vietare più spesso la circolazione a tutti i veicoli”, al 100% a “multare i veicoli rumorosi”.

Tra la “strategia barriere antirumore” (installazione di pannelli fonoassorbenti, doppi infissi, doppi vetri, asfalto fonoassorbente ecc.) e la limitazione della circolazione, il 37,9% si è dichiarato favorevole alla prima e il 61,9% alla seconda strategia (tabella 28).

La disponibilità ad intervenire in prima persona contro l’inquinamento acustico

Il 90,4% si dichiara disponibile a firmare un appello per l’attuazione di un piano contro l’inquinamento acustico, mentre solo il 4,2% si dichiara indisponibile.

Il 47,1% è disponibile a fare sciopero per la medesima finalità, il 20% non sa e il 32,9% non è disponibile (19,8% certamente no).

Un’ultima domanda riguardava la disponibilità a denunciare ai Vigili Urbani un venditore ambulante che ogni giorno passa di prima mattina urlando dentro un megafono: il 36,2% lo segnalerebbe ai Vigili Urbani, il 21,2% non sa e il 42,5% non lo denuncerebbe.

Le persone “attive” contro l’inquinamento acustico

L’11,2% del campione ha compiuto azioni contro l’inquinamento acustico, l’88,8% no. In particolare il 5,8% ha segnalato all’autorità competente episodi o situazioni di inquinamento sonoro, 1,5% ha partecipato ad iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e il 4,4% ha firmato petizioni o appelli.

L’attenzione a non fare rumore 

Il 57,3% del campione confessa di suonare il clacson in situazioni non consentite dalla legge: il 51% per prevenire una situazione di pericolo[1], il 12,6% per sottolineare le scorrettezze degli altri automobilisti, il 9,4% per sollecitare l’auto che precede a muoversi, il 5,8% per richiamare l’attenzione di qualcuno e lo 0,2% per gioco.

Il 38,8% degli intervistati si considera una persona molto attenta a non fare rumore, il 51,5% attenta a non fare rumore, il 9,0% né attenta a non fare rumore né chiassosa e solo lo 0,6% si ritiene una persona chiassosa.

Le conoscenze delle norme contro l’inquinamento acustico

Alla domanda “cosa è vietato - riguardo al rumore - dal Codice della Strada?”, solo il 12,7 % degli intervistati risponde esattamente “Vieta le segnalazioni acustiche nei centri abitati, salvo casi di pericolo, e che lo stereo superi il volume di 60 dB” (artt.155  e 156).

Il 6,9% risponde “Vieta le segnalazioni acustiche sia in città che fuori città e che lo stereo superi i 60 dB”[2]

L’80,2% ignora che l’“autoradio” deve essere tenuta sotto i 60 dB: infatti il 64,8% risponde “Vieta solo le segnalazioni acustiche nei centri urbani (tranne in caso di pericolo)”; il 12,9 “Vieta solo le segnalazioni acustiche in città e fuori città (tranne in caso di pericolo); il 2,5% “Vieta solo l’uso delle trombe bitonali” .

Disaggregando i dati per la variabile “guida abitualmente/non guida abitualmente”, si evidenzia un lievissimo miglioramento delle risposte nel gruppo dei guidatori abituali (14,9% di risposte esatte).

Alla domanda su cosa prescrive il Codice della strada il 59,4% risponde esattamente che “Si devono evitare i rumori molesti prodotti sia dal modo di guidare sia da come è sistemato il carico e che la marmitta deve essere tenuta in buone condizioni”, il 25,6% erroneamente che “La marmitta deve essere tenuta in buone condizioni” e ben il 15% che non vi sono particolari prescrizioni.

Disaggregando i dati per la variabile “guida abitualmente/non guida abitualmente”, si evidenzia un peggioramento delle risposte nel gruppo dei guidatori abituali (56,5% di risposte esatte e, addirittura, il 20,8% risponde che non vi sono particolari prescrizioni).

Un’ulteriore domanda chiedeva “Se nel suo quartiere ci fosse un’officina particolarmente rumorosa a chi lo segnalerebbe?”: l’80,8% risponde correttamente che farebbe una segnalazione ai Vigili Urbani; l’11,9 al Prefetto e il 6,9% al Presidente della Giunta Regionale.

Risvegli dovuti al rumore, insonnia, uso di sonniferi e ansiolitici

Il 27,9% dichiara di essere spesso svegliato da rumori provenienti dall’ambiente esterno, il 35,2% talvolta, il 36,5% raramente o mai.

Il 2,7% soffre sempre d’insonnia, il 7,5% spesso, il 20,8% talvolta, mentre il 68,8% dichiara di non soffrirne. L’1,9% degli intervistati prende tutti i giorni farmaci contro l’insonnia, l’1,5% spesso, l’8,3% talvolta e l’88,1% non prende mai farmaci per l’insonnia.

Rispetto all’uso di ansiolitici il 2,4% li usa tutti i giorni o spesso, il 6,0% talvolta, il 90,4% mai.

Incrociando i dati prima riportati con il livello sonoro presente nei punti dove sono state effettuate le interviste non emerge una correlazione statisticamente significativa tra livello sonoro e risvegli, insonnia, uso di sonniferi e di ansiolitici.

Frequenza dei diversi rumori a Napoli

I rumori segnalati come molto frequenti di giorno sono il rumore di auto (81,3% di segnalazioni) e di motocicletta (80,8%), seguiti dal clacson delle auto (72,3%), dalle sirene di autoambulanza (58,3%), dal rumore di autobus (51,5%), di camion (44,4%), di antifurto (43,3%) e d’aeroplano (27,3%). I rumori che “infastidiscono molto” di giorno sono il rumore di motocicletta (70,0%), il clacson delle auto (69,8%), il rumore delle auto (62,1%), gli antifurti (46,9%), le sirene di autoambulanza e polizia (41,5%), il rumore di camion (37,1%), il rumore d’autobus (35,8%) e quello di aeroplani (16,3%).

Per quanto riguarda i rumori notturni, i più frequenti sono quelli dovuti alla rimozione dei rifiuti (45,0%), alle motociclette (39,6%), agli antifurti (38,5%), alle auto (25,4%), al clacson (20,4%), alle sirene di polizia ed autoambulanze (20,2%). E’ interessante notare la pervasiva presenza dei rumori causati dalla rimozione dei rifiuti (segnalato dal 96,9% degli intervistati), dalle auto e dalle motociclette (rispettivamente 94% e 95,1%).

I rumori che infastidiscono molto sono soprattutto gli antifurto (51,9%), il rumore di motocicletta (50,8%) e quello dovuto alla rimozione dei rifiuti (50,0%); seguono il clacson delle auto (43,3%), il rumore delle auto (34,6%), le sirene di polizia ed autoambulanze (24,8%).

Considerazioni conclusive

 Dall’indagine effettuata risulta che l’inquinamento acustico nella nostra città è un problema grave, che incide negativamente sulla “qualità della vita” dei suoi cittadini: costringe il 26% della popolazione a dormire con gli infissi chiusi anche d’estate, determina nel 63% dei napoletani spesso o talvolta il risveglio e induce il 56% ad installare doppi vetri o doppi infissi.

La grande maggioranza della popolazione (89%) è consapevole che l’inquinamento acustico determina danni alla salute, anche se circa il 20% degli intervistati sottostima la pericolosità di questa forma d’inquinamento.

L’inquinamento acustico è considerato il problema ambientale più grave di Napoli dopo l’inquinamento atmosferico, precedendo quello dei rifiuti, della carenza di aree verdi, del traffico, dell’acqua e dei servizi sociali. E’ probabile che l’oggetto stesso dell’indagine abbia influenzato la risposta degli intervistati, anche se la domanda era stata posta all’inizio del questionario proprio per evitare distorsioni.

Coerentemente con la gravità del problema la maggioranza dei napoletani è ben disposta ad accettare provvedimenti, quali il divieto di circolazione per auto e moto (il 78% lo ritiene un intervento desiderabile e il 59% vorrebbe che si attuasse più spesso), la revisione annuale dei veicoli (78%), una maggiore severità dei Vigili Urbani nei confronti di chi non rispetta le norme del Codice della Strada sul rumore (91%). I guidatori abituali non si discostano molto dall’intero campione rispetto a questi interventi: il 79% ritiene il divieto di circolazione desiderabile, il 54% vorrebbe che si attuasse più spesso, il 95% che si revisionassero ogni anno i veicoli, il 100% che i Vigili multassero i veicoli rumorosi e l’88% che multassero chi usa il clacson impropriamente.

Di fronte a due diverse strategie d’intervento, combattere l’inquinamento acustico tramite “barriere antirumore” (asfalto fonoassorbente, pannelli acustici, doppi infissi, doppi vetri ecc.) oppure intervenire per ridurre il traffico (limitazione della circolazione delle auto e dei camion, isole pedonali ecc.) il 62% opta per la seconda strategia e il 38% per la prima.

L’insofferenza contro il rumore è espressa anche dalla dichiarazione di un’alta disponibilità a fare sciopero affinché si attui un piano contro l’inquinamento acustico (47% degli intervistati, 26% lo afferma con certezza e 21% come una decisione probabile) e a firmare un appello per il medesimo obiettivo (68% “certamente”, 28% “probabilmente”). Ovviamente la disponibilità dichiarata a fare qualcosa non coincide con l’effettiva attuazione di quanto si è dichiarato; noi nutriamo molti dubbi che, nel caso si organizzasse uno sciopero per attuare un piano contro l’inquinamento acustico, il 47% della popolazione aderirebbe allo sciopero.

In contraddizione con questi risultati, solo il 23% sicuramente segnalerebbe ai Vigili Urbani il caso di un venditore ambulante che tutti i giorni, di prima mattina, passa urlando dentro un megafono e il 13% probabilmente lo segnalerebbe. La spiegazione di tale risposta potrebbe essere un’eccessiva tolleranza dei napoletani verso chi infrange la legge, soprattutto se occupa una posizione sociale bassa, oppure una scarsa fiducia nelle istituzioni (“servirà realmente segnalare il caso ai Vigili Urbani?”), oppure una certa pigrizia o, ancora, una scarsa dimestichezza a far valere i propri diritti e a collaborare con le autorità contro chi non rispetta le regole (quanti napoletani si sentono “competenti” a fare esposti, denunce o anche solo a telefonare ai Vigili Urbani per segnalare un fatto illecito?).

Come si poteva immaginare solo una minoranza è attiva contro l’inquinamento acustico: appena l’11,2 % ha compiuto azioni. In particolare il 5,8% degli intervistati ha segnalato alle autorità competenti episodi o situazioni d’inquinamento sonoro, l’1,5% ha partecipato ad iniziative di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e il 4,4% ha firmato petizioni o appelli.

L’indagine dimostra anche che la maggioranza dei napoletani è chiassosa e poco rispettosa delle norme. Il 57% degli intervistati confessa di suonare il clacson quando non è ammesso: il 51% per prevenire situazioni di pericolo (la cattiva abitudine di suonare anziché procedere più lentamente), il 13% per sottolineare le scorrettezze degli altri automobilisti, il 9% per sollecitare l’auto che precede a muoversi, il 6% per richiamare l’attenzione di qualcuno. Probabilmente la situazione reale è peggiore di quella che emerge dall’indagine: la metodologia dell’intervista infatti non favorisce risposte veritiere a questo tipo di domanda. Tale nostra ipotesi è suffragata anche dal fatto che solo l’1,7% degli intervistati dichiara che nella zona dove abita è assente il rumore di clacson di giorno. D’altra parte, se si considera che solo il 15% dei guidatori abituali sa cosa vieta il Codice della Strada rispetto al rumore, si può a ragione ritenere che a non rispettare le norme in proposito sono molti più napoletani del 57% risultante dalle risposte alla specifica domanda del questionario.

L’ignoranza del Codice su questo argomento è preoccupante: se infatti alla domanda sui divieti il 65% degli intervistati segna la risposta che rispecchia la norma del Codice della Strada in vigore prima dell’1 gennaio 1993, l’11% dà una risposta a metà strada tra la vecchia norma e la nuova e l’8% crede che ci sia una norma più rigorosa di quella in vigore, alla domanda su cosa prescriva il Codice ben il 20% dei guidatori risponde “niente”, cioè che si può perfino avere la marmitta manomessa o non funzionante, cosa vietata sia dal Codice della Strada in vigore prima dell’1 gennaio 1993 sia da quelli successivi.

I napoletani sono chiassosi, ma non hanno coscienza di esserlo: solo lo 0,2% si ritiene tale, mentre il 39% si considera molto attento a non fare rumore e il 51,5% attento a non fare rumore.

La principale fonte d’inquinamento acustico è il traffico automobilistico nelle sue varie componenti (solo lo 0,6% degli intervistati dichiara che il rumore di auto e moto è assente nella zona dove abita, mentre l’81% dichiara che è molto frequente). Segnaliamo che solo il 9% degli intervistati dichiara assente il rumore di antifurti di giorno e il 16% di notte. Ci si può chiedere se non sia il caso di vietare gli antifurti sonori, considerato il grande disturbo che arrecano (sono al primo posto della graduatoria dei rumori fastidiosi nelle ore notturne) e che sono attuabili metodi di uguale o maggiore efficacia, che non arrecano alcun danno o disturbo. Un analogo interrogativo si può porre per il clacson: gli ipotetici benefici nel prevenire incidenti giustificano che i veicoli siano dotati di una così importante fonte di inquinamento acustico (segnalata come assente di giorno solo dall’1,7% degli intervistati e di notte solo dal 13%, al secondo posto nella graduatoria dei rumori più fastidiosi di giorno e al quarto posto di notte)?

Ancora ci si potrebbe chiedere se non sia il caso di vietare di notte la circolazione delle moto (almeno di quelle di grossa cilindrata) considerando che sono al secondo posto nella graduatoria dei rumori più frequenti e più fastidiosi nelle ore notturne, a fronte di una esigua minoranza di persone che le utilizzano.

In ultimo richiamiamo l’Amministrazione Comunale a riflettere sui dati relativi al rumore dovuto agli autobus e al servizio di rimozione dei rifiuti. Il 75% degli intervistati dichiara di essere infastidito di giorno dal rumore degli autobus, mentre di notte, quando il servizio di trasporto è ridotto al minimo, si scende al 45%. L’87% dei napoletani è infastidito di notte dal rumore causato dalla rimozione dei rifiuti (il 50% “molto infastidito”).

Il Responsabile
Dott. Pio Russo Krauss


[1] Ricordiamo che il Codice della Strada consente l’uso del clacson solo in situazioni di “effettivo pericolo” e non per prevenire un’ipotetica situazione di pericolo. Per tale motivo non è consentito suonare il clacson in incroci, strettoie, curve, passaggi pedonali ecc. per “prevenire situazioni di pericolo”: in tali casi bisogna diminuire la velocità.

[2] In realtà l’art. 156 prescrive che il clacson sia utilizzato con la massima moderazione e solo ai fini della sicurezza, ma il divieto vale solo per i centri abitati.


Per scaricare i dati sull'inquinamento acustico forniti dal Comune Di Napoli - Servizio Ambiente, in formato .doc, clic sulle icone a destra

 

Tabella 1 - Leq  medi giornalieri , diurni e notturni  determinati  dalle  misure dei livelli  sonori  effettuate  mediante centraline  fisse

 

 

Tabella 2 - Valori del Leq misurato con fonometri portatili e per una dursta di 10 minuti

 

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